lunedì 11 maggio 2009

Su mundu est gai?

Si sa, durante la campagna elettorale i due concorrenti fanno svariate promesse, o meglio, espongono agli elettori il loro programma nel caso di vittoria. La campagna elettorale in Sardegna si è svolta in maniera differente purtroppo. Dico purtroppo perché non ho affatto gradito che il nostro presidente del consiglio, a mio parere bulimico di campagne elettorali, si sia, per usare le sue parole, "personalmente speso". E' di sicuro anormale l'essersi sorbiti quasi a reti unificate le accuse nei confronti di Renato Soru, chiamato fallito e incantatore di serpenti, con la tranquillità che con il Lodo Alfano nessuno avrebbe potuto toccarlo. Trovo altresì anormale che la campagna elettorale si sia svolta con il simbolo del PDL "Berlusconi Presidente" e che Cappellacci abbia parlato sì e no dieci minuti consecutivi.
Comunque sia, ha vinto il PDL e ora il presidente della Sardegna è Ugo Cappellacci. Certo sarebbe facile ricordare ai miei corregionali che il presidente è stato tra i responsabili del più grande debito che la Sardegna abbia mai avuto, o che è il figlio del commercialista di Berlusconi, ma invece io voglio vedere i quasi-cento giorni della presidenza Cappellacci, che ha la sfortuna di portare la responsabilità morale delle promesse fatte dal suo capo di Partito. Di qui alcune delle più clamorose:

1)Euroallumina non chiuderà: ho telefonato all'amico Putin che mi ha assicurato che si interesserà della vicenda. Ed effettivamente un qualche interesse c'è stato, ma inevitabilmente il 12 marzo l'Euroallumina chiude. E questo perché la chiusura era tra le condizioni necessarie affinchè le banche concedessero più tempo alla società per il rientro dagli oltre 7 miliardi di dollari di debiti. Questa clausola la si conosceva da tempo, per cui si sapeva che le promesse fatte non si sarebbero potute mantenere.

2)Finalmente la Sassari-Olbia diventerà una strada e non un'arma di distruzione di massa. Ok ne ho già parlato, ma è una cosa importante!
Il 6 marzo il Cipe ha cancellato tutti i finanziamenti, e non quelli erano stati stanziati per il G8, il cui spostamento ha fatto abbastanza casino. Per cui si è passato da un miliardo di euro, di cui 220 milioni per la Sassari-Alghero e 722 per la Sassari-Olbia, a niente, nemmeno un euro! La gente continua a morire su quella strada, ma noi ce ne freghiamo!

3)Ci sarà un europarlamentare sardo! Sarebbe stata una bella cosa, visto che al momento la Sardegna è accorpata alla Sicilia. Così il 19 febbraio egli si impegnò a questo riguardo. Salvo poi il fatto che è stata voluta una legge elettorale europea con uno sbarramento al 5%, con 5 circoscrizioni e con liste preparate dalle forze politiche. E infatti la Sardegna rimane tutt'ora accorpata alla Sicilia, e non è stato candidato nessun sardo come europarlamentare, credo nemmeno la Canalis.

Queste sono le più importanti promesse che mi ricordo. Sinceramente mi aspetto che altre promesse, come stracciare il nostro attuale piano paesaggistico, non vengano mantenute.Se ci aggiungiamo pure il fatto che ora con lo spostamento del G8 siamo in altissimo mare, con lavori lasciati a metà che saranno finiti con i fondi della Sardegna, e che ci lasceranno senza un soldo, avremo completato un quadro ben poco incoraggiante.
Credo che noi sardi alla fin fine, non siamo quel grande popolo che facciamo vedere. Da una parte è anche normale, visto che abbiamo avuto un sistema feudale fino a quasi all'unità d'Italia, ma siccome ci teniamo molto alla nostra identità, all'idea di libertà e di alienazione dal resto del Paese, forse dovremmo avere più memoria.
Io vi lascio una canzone, poi le conclusioni le tireremo tutti insieme.



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venerdì 8 maggio 2009

Nucleache?


Nucleare, nucleare, nucleare! Sembra urlare la folla di italiani inferocita con i loro genitori, o peggio con loro stessi, quando nel lontano 1987 hanno votato contro l'energia atomica. O almeno mi sembrava così, invece leggendo Repubblica ho appreso da un fantastico rapporto Eurispes che il 45,5% degli abitanti dello stivale è contrario alle centrali nucleari, chi perché si chiede (e dagli torto) "non riusciamo a smaltire la mondezza e dobbiamo smaltire le scorie radioattive?", chi perché si preoccupa dei rischi legati a tale scelta, che effettivamente ha delle motivazioni deboli, perché se esplode una centrale nucleare francese ne subiremmo anche noi le conseguenze e chi infine afferma che 20 anni per costruirla e 10 per portarla a regime forse un po' tantini per risolvere i nostri attuali problemi energetici. Favorevoli sono il 30,5%, 38,7% se le centrali non si fanno a casa loro (tutti buoni così).
Ma cosa abbiamo appreso in un anno che si parla di ritorno al nucleare?
L'anno scorso quando Casini iniziò a tirare fuori questa storia del nucleare, ci fu un certo Carlo Rubbia, che non è propriamente l'ultimo cretino su questa terra, che ci avvertiva del fatto che per avere una produzione di energia al 20% derivante dal nucleare come in Germania, avremmo dovuto costruire una ventina di centrali, quindi una centrale in ogni regione, o quasi. Uhm, già inizia a diventare problematica la faccenda...
Come se ciò non bastasse ci vuole tempo a costruirle, farle funzionare e farle entrare a regime, più o meno 25 anni. In un momento in cui la gente pensa non al domani, ma alla prossima mezzora (e secondo me è sbagliato!) un investimento statale, perché non esisterà nessuna impresa al mondo che vorrà finanziare un investimento con tempo di recupero dei crediti così lungo, è veramente poco fattibile, cioè si può anche fare ma non è la più conveniente delle scelte al momento.
E le scorie? Dove le mettiamo le scorie? Non possiamo mica bruciarle nell'inceneritore di Acerra. Gli americani ci hanno avvertito che persino loro hanno problemi allo smaltimento di prodotti che si denuclearizzano in diecimila anni, e la cosa migliore che sono riusciti a fare è stoccarle in luoghi isolati e disabitati, pregando Dio che non succeda nulla. Noi non abbiamo spazi disabitati o montagne dove possiamo stoccare questi rifiuti e in più abbiamo il problema della mafia, che se riesce a fare i soldi coll'immondizia comune non oso immaginare cosa ne può cavare fuori dalle scorie radioattive.
Questa storia del nucleare pare sempre più una boiata, ma andiamo avanti.
In effetti tutti questi problemi si presentano solo dopo che abbiamo costruito la nostra bella centrale nucleare, per cui per prima cosa dobbiamo posare la prima pietra: ok, ma dove? Vediamo, ci serve un territorio che non sia densamente popolato, che sia a basso rischio sismico, che non sia soggetto a frane o alluvioni e dove possibilmente ci sia molta disponibilità idrica: la Sardegna sembra perfetta! Abbiamo pure le miniere dell'iglesiente dove buttare le scorie! Peccato il fatto che la Sardegna sia un'isola, e dimenticandoci che Cappellacci ha vinto grazie al partito sardo d'azione, che farà cadere la giunta in caso si osi anche solo pensare di costruire centrali nucleari, come isola ha dei seri problemi di trasporto dell'energia a meno che non si parli di Giappone o Australia. Infatti l'energia nelle isole molto distanti si porta con dei cavi sottomarini che hanno diverse problematiche come perdite di energia attraverso l'isolante o per effetto joule, problematiche di natura tecnologica, di corrosione elettromagnetica e di disturbo alle bussole delle navi.
Ultima piccola considerazione: da dove prendiamo il materiale fissile? Perché in Italia non ce n'è, e comunque non è che si estrae pronto per l'uso. Quindi dovremmo, o trovare una miniera di Uranio e costruire un'impianto di raffinazione, oppure comprarlo già raffinato da qualcun'altro, ma a questo punto non è più conveniente comprare direttamente l'energia? Ah, il materiale fissile non è rinnovabile, prima o poi finirà anche quello, e non credo che le altre nazioni che già lo utilizzano ce ne lascino un po' per quando noi avremo finito di costruire tutto!
Ora, alla luce di tutto questo, non è meglio un bel fotovoltaico massicciamente sviluppato? Abbiamo tanto sole, che è una fonte rinnovabile, sfruttabile con bassissimo impatto ambientale e con elevati rendimenti e andiamo a cercare l'energia nucleare!
Purtroppo dobbiamo prendere atto che il treno per il nucleare in Italia è passato, e corrergli dietro è solo un inutile spreco di soldi.

Foto di Marco Beltrametti - licenza

giovedì 7 maggio 2009

Abruzzo, un mese dopo


Io me la ricordo L'Aquila. Non che mi sia mai piaciuta, gli aquilani guidano come matti e fa un freddo suino, in definitiva non c'è nessun motivo razionale per andare a vivere in un luogo simile. Ma non è nemmeno ovvio che una persona debba scegliere razionalmente il luogo dove vivere, e poi in effetti, quelle montagne incantevoli ti fanno dimenticare tutti i lati negativi.
Ora non solo L'Aquila e provincia, ma tutto l'Abruzzo è diventato una babilonia, per non dire un più volgare casino! Non starò qui a raccontare le mie esperienze, perché potrebbero giustamente non venire credute, ma basta solo rifarsi a quello che dicono i giornali.
Per prima cosa c'è Massimo Cialente che chiede giustamente più fondi, magari con una tassa di scopo, visto che fino a due mesi fa piangevamo miseria dicendo che non avevamo soldi. In effetti non si capisce come mai i soldi nel nostro paese scompaiano e riappaiano nei momenti più impensati.
Ce lo spiega Super-Tremonti: i soldi che ci sono verranno spostati e rispostati, ed interpolando saggiamente questi spostamenti secondo una formula segretissima si moltiplicheranno e basteranno a fare tutto. Beh, in realtà non è proprio così...

Tralasciando il piccolo particolare che questi fondi per la ricostruzione sono stati stanziati da qui fino al 2033 (roba che troviamo gli sfollati congelati al primo inverno), i soldi verranno trovati in nel modo seguente:

1) Venghino siori venghino alla grande lottaria, racimoliamo 500 milioni per i terremotati abruzzesi! Con grande piacere delle vittime del terremoto che vedono affidato il loro destino a dei giocatori d'azzardo, che poi, in un periodo come questo in cui risparmi anche per un pezzo di pane, hanno ben poco da azzardare.

2) Ulteriori fondi verranno attinti dai FAS, come è stato fatto per l'emergenza rifiuti, l'emergenza sicurezza, l'emergenza cani e l'emergenza zanzare a Pisa (ok, quella era necessaria), sperando di trovarci ancora qualcosa e sperando che le "aree sottosviluppate" non se la prendano troppo, perché se questa è una vera emergenza, le altre mille magari non lo erano, e la Puglia sta ancora aspettando un acquedotto funzionante.

3) Altri 400 milioni dovrebbero essere raccattati spostando il G8 dalla Maddalena all'Aquila. Sconsiglio a Tremonti e compagnia di farsi vedere da quelle parti, perché non ci siamo rimasti benissimo. Primo perché la Sassari-Olbia non è una strada che serve a far pascolare le pecore, ma ad ammazzare gente ora come ora, e non solo ragazzini ubriachi di ritorno dalle "disko", ma anche insegnanti di liceo che ogni giorno si devono fare 240 Km di strada terrificante. Secondo la pista d'atterraggio dell'aeroporto di Olbia è stata allargata, ma i fondi sono scomparsi, come si sono dissolti per i maddalenini che hanno adeguato il porto, gli alberghi, il decoro urbano e via dicendo, lasciando un enorme debito alla regione, per cui questi fondi tra un po' li dovranno spostare dall'Aquila alla Sardegna o andremo in fallimento.

4) Se non dovesse bastare trasferiranno soldi alla Protezione Civile dai fondi dell'Istituto per la promozione industriale, che dovrebbero permettere agli sfollati di acquistare di piccoli elettrodomestici, oppure li trasferiranno dalla Cassa depositi e prestiti...insomma, non ci si capisce un cavolo!

5) Dulcis in fundo altri fondi arriveranno dalla lotta all'evasione fiscale! E qui mi immagino intere tendopoli a ridere! Suvvia non è proprio credibile questa...

Comunque siamo ad un mese dal terremoto, e quindi la mia solidarietà va non solo a tutte le vittime, tra cui ci sono anche mio padre e la mia matrigna, ma soprattutto a quei poveri cristi della protezione civile, croce rossa e affini che oggi saranno particolarmente impegnati a risolvere i problemi causati dalle varie autorità istituzionali che visiteranno le tendopoli.

Come colonna sonora di questo enorme circo ci starebbe bene il "Barbiere di Siviglia" mentre il nostro ministro dell'Economia fa questi imprevedibili ed inutili spostamenti. Io non sono nessuno per dare consigli, ma non era meglio prenderli dal fondo Ponte-di-Messina? Oppure, chiedendo scusa a tutti coloro che sono coinvolti, dal punto di vista meramente economico non è una manna da cielo? Non si crea occupazione ricostruendo una città? O anche dai soldi che saranno destinati a fare centrali nucleari che non partiranno mai? Era proprio necessario fare tutto questo casino?
Forse il giusto sottofondo musicale per le conseguenze che secondo il mio modesto parere creerà il "Decreto Abracadabra" è il Miserere, quello che fanno solo a Chieti.

foto di lorenzaccio* - licenza

lunedì 4 maggio 2009

C'era una volta Skenderbej


Questo post è un regalo.
Non si fa altro che parlare di integrazione di questi tempi, ed io sarò pure un'utopista, ma credo che l'integrazione per essere tale debba avere una partecipazione di entrambe le culture che dovrebbero desiderare integrarsi l'un l'altra. Sennò parliamo di annessione e finiamola là.
Che poi io pensi che non bisogna rimanere attaccati come una cozza allo scoglio alle proprie radici, è solo un mio pensiero e prendetelo come vi pare, io mangio tavkosi e spaghetti, e mi sento un'italiana più ricca.
Oggi voglio parlare di Gjergj Kastrioti – Skënderbeu.

Emri Skënder ose Iskander eshte versioni turk i emrit Aleksandër. Kështu qe shumë studiues emrin Skënderbej e përkthejnë si Aleksandri i Madh. Sipas legjendës trimëria dhe aftësia e tij ne artin ushtarak u shfaq herët dhe për ketë arsye turqit i vune si emrin Iskanderbej. Fakt është qe Skenderbeut i pelqeu emri qe i vunë turqit. Këtë e deshmojne shume dokumente te epokës ku ai firmoste me te dy emrat (Gjergj Kastrioti - Skenderbej). Në oborret europiane te kohes njihej me tepër me këtë emër, këtë e dëshmojnë edhe veprat e shumta mesjetare te shkruara për te (kompozitori i famshem Antonio Vivaldi, ne vitin 1718 vuri ne skenë operën "Scanderbeg") .

Skënderbeu nacque il 6 maggio nel 1405 e morì il 17 gennaio dell'anno 1468. È l'eroe nazionale albanese, la più eminente figura della storia degli albanesi.
Il nome Skander, o Iscander è la versione turca del nome Alexander. Così molti studiosi hanno tradotto il nome di Scanderbej come “Alessandro il grande”
Secondo la leggenda i turchi gli misero il nome di Iskanderbej per il suo coraggio e le sue capacità in arte militare.
Questo è dimostrato anche dai documenti dell'epoca in cui si firma con entrambi i cognomi (Gjergi Kastrioti – Skenderbej).
Nelle corti europee del tempo era più conosciuto con questo nome, e ciò è testimoniato anche nelle numerose opere scritte per il medioevo (anche il famoso compositore Vivaldi nel 1718 scrisse anche una scena di un opera “Scanderbeg”).

Gjergj Kastrioti ishte djali më i vogël i Gjon Kastriotit dhe i princeshës Vojsava, fëmija i fundit midis 4 djemve dhe 5 vajzave. Mendohet se lindi më 6 maj 1405, u morr peng nga Pushtuesit Osman që në moshë të mitur(9-vjeçare) dhe u dërgua në oborrin e Sulltanit në Adrianopojë. Atje, zgjuarsia dhe shkathtësia e çuan Gjergjin në shkollën e sulltanit (icogllanëve) që përgatiste komandantë e nëpunës.

Gjiergj Kastrioti era il figlio più piccolo, l'ultimo tra 4 maschi e 5 femmine, di Kastriot Giovanni e della principessa Voisava. Si pensa che sia nato il 6 maggio del 1406 e sia stato rapito dal Conquistatore Osman quando ancora non aveva 9 anni e fu ospitato presso la corte del sultano ad Adrianopoli. Lì per la sua intelligenza e la sua destrezza il sultano gli permise di frequentare la scuola militare che preparava comandanti e soldati.

Natyra i kishte dhënë dhunti mendore e fizike. Atje mori emrin Iskender (Aleksandër). Pas mbarimit të shkollës, Gjergj Kastrioti "(Skënderi)" kreu detyra ushtarake në Ballkan e në Azinë e Vogël, duke u dalluar për trimëri dhe për këtë arsye iu dha titulli bej që do të thotë princ ose fisnik pra Skënderbeg do të thotë Aleksandri princ ose fisnik. Ai nuk e harroi kurrë Atdheun e tij të dashur dhe priste me padurim rastin të kthehej në tokën që e lindi. Me vdekjen e të atit, ai shpresonte t'i zinte vendin, por në fakt sulltani e emëroi sanxhakbej jashtë tokave shqiptare.

La natura gli donò un buon fisico e una buona mente. Prese il nome di Iskender (Alessandro). Dopo aver terminato la scuola, Gjergj Kastrioti (Skenderi) assunse il ruolo di capo militare nei Balcani e in Asia minore dove si distinse per il suo valore e per questo gli fu dato il titolo di bey, che significa “principe o nobile”.
Egli non dimenticò mai il suo Paese e dovette aspettare con ansia l'opportunità di fare ritorno nella terra che gli diede i natali. Con la morte del padre, egli sperava di poter fare ritorno nel suo paese, ma in realtà il sultano nominò Scanderbej per un'impresa al di fuori dal territorio albanese.

Skënderbeu nuk hoqi dorë nga ideja për t'u kthyer në Shqipëri ne fronit e te atit, deri në vitin kur ai u nise kundër Janosh Huniadit nën komandën e bejlerbeut të Rumelisë.

Ma Scanderbej non rinunciò all'idea di tornare in Albania sul trono del padre, fino a quando non lasciò l'esercito mentre combatteva contro Janosh Huniadit, in Rumelia (antico nome dell'impero ottomano).

Më 3 nëntor 1443 në afërsi të Nishit, u ndeshën dy ushtritë. Ushtria osmane u shpartallua dhe u tërhoq në panik. Skënderbeu filloi të zbatonte planin e kryengritjes, së bashku me 300 kalorës shqiptarë e me të nipin Hamza Kastrioti, u kthye në Dibër, ku populli e priti si çlirimtar. Mori masa për përforcimin e rrugëve nga mund të vinin osmanët, dhe prej andej iu drejtua Krujës. Me një ferman të rremë shtiu në dorë qytetin e garnizonin dhe kështu më 28 nëntor 1443 u shpall rimëkëmbja e principatës së Kastriotëve. Mbi kështjellën e Krujës u ngrit flamuri me shkabën e zezë dykrenare.

Il 3 novembre del 1443, due eserciti si scontrarono nelle vicinanze de Nis. L'esercito ottomano si infranse e si ritirò in preda al panico. Nel frattempo Skenderbj iniziò ad attuare il piano della rivolta insieme ai 300 cavalieri albanesi e al nipote Hamza Kastrioti, liberando Diber, dove la gente lo aspettava come liberatore. Adottò misure per rafforzare le strade da dove sarebbero potuti provenire gli ottomani, e da lì li affrontarono a Kruja. Le guarnigioni del sultano furono sconfitte e così il 28 novembre del 1443 fu recuperato il principato dei Kastrioti e sul castello di Kruja fu innalzata una bandiera con un'aquila nera a due teste.

Fjalimi i Skënderbeut nxiti frymën atdhedashëse. Kryengritja çlirimtare u bë e përgjithshme. Gjatë dhjetorit, Shqipëria e Mesme dhe e Veriut u spastruan nga forcat osmane, u çliruan njëra pas tjetrës kështjellat e kësaj zone.

Tenne un discorso incitando lo spirito patriottico. La liberazione da parte dei ribelli divenne generale, e nel mese di dicembre il centro e il nord dell'Albania era stato liberato dalle forze ottomane.

Skënderbeu ishte organizatori i Kuvendit të Arbërit, në të cilin u zgjodh si prijës i Lidhjes Shqiptare të Lezhës.Ai u martua me te bijen e Gjergj Arianitit per te forcuar lidhjet e tij me principatat e tjera.

Skenderbej fu l'organizzatore dell'assemblea degli Aerberit e fu eletto capo della lega albanese a lezhe. Infine sposò la figlia di Gjergj Arianitit per rafforzare i legami con gli altri principati.

Në janar të vitit 1468 Skënderbeu u sëmur gjatë zhvillimit të një Kuvendi të thirrur nga ai, në të cilin ishin të ftuar të gjithë princat shqiptarë. Vdiq me 17 Janar 1468 në Lezhë.

Skanderbej morì di malaria il 17 gennaio del 1468 mentre si teneva un'assemblea dove erano stati invitati tutti i principi albanesi.

I mbuluar me lavdi, ai u varros në Lezhë. Shqiptarët humbën prijësin e lavdishëm që i udhëhoqi për 25 vjet rresht. E shoqja me të birin emigruan, sikurse edhe një pjesë e parisë shqiptare, për në Itali.

Fu sepolto con tutti gli onori.
Gli albanesi persero la loro guida che li aveva condotti per venticinque anni, mentre la moglie e il figlio si rifugiarono in Italia per sfuggire ai turchi.

Shume njerez mund te pyesin. Pse Skenderbeu, ne perkrenoren e tij e ka mbajtur dhien apo delen. Ekzistojn shume thenje por e verteta qendron sepse pasi qe Skenderbeu i versuli naten nje tub te medha delesh ndoshta me qindra mijera dele dhe mbi kokat e tyre e ka vendosur nga nje qiri ateher osmanet filluan te iknin duke menduar se ata jane njerez. Kjo eshte vetem nje legjende. Ekziston gjithashtu dhe ideja se kete perkrenare e ka mbajtur edhe per nder te Pirros se Epirit, pasi edhe ai ka mbajt po te njejten perkrenare. Kjo i pergjigjet se vertetes, pse edhe mbreter te tjere ilire si Aleksandri i Madh mbante perkrenare me brire dashi.

Molte persone potrebbero chiedersi come mai Skernderbej portasse un elmo con una testa di capra o di pecora. Vi sono varie leggende ma non è stata trovata ancora la verità a proposito. Una di queste è che portasse l'elmo in onore di Pirro re dell'Epiro (che tra l'altro era albanese), che portava lo stesso elmo. Questo risponde a verità, anche se secondo altri, sarebbe stato in onore di Alessandro magno, il greco, che portava corna da ariete.

Non finirò tutta la storia, nella speranza che qualcuno di voi, vada a cercare su Wikipedia (c'è la voce in italiano, non preoccupatevi) qualche notizia in più, come magari i rapporti col vaticano, o col regno di Napoli, così quando uscirà il film di Skenderbej, l'anno prossimo, perché sappiatelo, ci hanno fatto un film, potrete essere adeguatamente informati su tutta l'epica che lo riguarda.

foto di pappaJack - licenza

domenica 3 maggio 2009

Libertà di stampa


Stamattina, o meglio ieri mattina visto che è passata la mezzanotte, il Corriere della Sera mi dava un'altra bella notizia: L'Italia retrocede nella libertà di stampa. Eggià, di questi tempi leggere il giornale è sempre più per persone che non son deboli di cuore. E comunque venire a conoscenza della verità è sempre più difficile, bisogna leggere almeno 5 quotidiani tra i più famosi, guardare i tre TG della rai, e a volte s'è costretti a ricorrere persino alla stampa estera! Ed infatti dopo questa bella notizia mi sono chiesta quali fossero le notizie che destano scalpore oltralpe ed oltreoceano. Il risultato è stato che gli americani hanno altro a cui pensare, ma gli europei sono incuriositi dalla faccenda delle veline deputate e delle beghe in casa Berlusconi tra Silvio e Veronica, e c'è davvero da mettersi le mani nei capelli. Ma andiamo per ordine.
L'Indipendent fa un non breve riassunto di tutta la vicenda puntualizzando le professioni delle euro-candidate chiamate le "Berlusconi babes", che scusami tanto ma mi è impossibile evitare l'associazione d'idee con babe il maialino...comunque...passa poi alla storia del compleanno della 18enne Noemi che lo chiama Papi. Per chi fosse pigro per fare un copia e incolla su Google translate ecco qui un estratto dove si vede la bella figura ci facciamo:"Papi? I media italiani non indagano mai troppo nella vita privata dei ricchi e famosi, e così le domande senza risposte su Noemi e su sua madre, rimangono esattamente così, senza risposta." ......"La discrezione da cortigiane dei media italiani significa che è impossibile sapere, ma anche solo immaginare quale sia la vita di Mr Berlusconi da vicino. Accenni tomentati dei suoi comportamenti ossessivi: girare attorno (il verbo era plying ma non mi viene niente di meglio) alle ragazze con regali costosi, la bizzarra preoccupazione di trovare loro lavoro, la battuta pesante fatta a Mara Carfagna quando entrò in parlamento annunciando che il boss aveva diritto di deflorare le vergini......le chiacchiere che si sono venute a creare non lo hanno danneggiato politicamente. Anzi, la sua abilità nell'incarnare le fantasie del tipico maschio italiano - essere ricco come Creso ma maniaco come un uomo da bar; avere gli anni e non sentirli - offre un indizio del suo durevole successo: è una leggenda vivente".
Ok, forse l'indipendent è troppo indipendent, allora vediamo che cosa ci dice il più ortodosso Times: parte male, dando a Veronica Lario il compito di fare l'unica opposizione in Italia! Basta così? Ma nemmeno per scherzo:" In molti paesi un leader che è stato ripetutamente investigato per corruzione, che racconta barzellette inopportune, che passa il suo tempo con veline vestite in modo osceno, potrebbe trovarsi in situazioni spiacevoli, non in Italia!......Ma gli italiani scrollano le spalle. L'hanno eletto tre volte, molti ammirano la sua grinta e il suo essere uomo di spettacolo ed hanno una celata ammirazione per la sua immagine, all'età di 72 anni di don giovanni...gli italiani sono abituati a come Berlusconi altera la realtà, semplicemente negando di aver fatto o detto qualcosa, anche se è l'evidenza a ricordarlo...dopo il terremoto in Abruzzo è stato deriso all'estero per la sua gaffe, quando ha detto agli sfollati di immaginare di essere in campeggio, e ha detto ad una dottoressa:"Non mi dispiacerebbe essere rianimato da te!"
Dopo aver letto questi due articoli mi sono rattristata alquanto perciò diamo una velocissima sbirciata a Le Figaro che ricorda che per poco si candidavano veline più per le doti plastiche che per quelle politiche, il livore di Veronica Lario per il rispetto che si porta alle donne nel partito di suo marito e l'immancabile battuta fatta a Mara Carfagna ("se non fossi sposato ti sposerei").
Finiamo col Guardian, che pubblica un mega articolo "Ave all'imperatore Berlusconi - ma dove andrà a finire il suo potere?" dove si passa dalle magagne casalinghe, ai tre processi fatti negli ultimi 12 mesi, al lodo alfano, alla nostra opposizione inesistente e al conflitto di interessi.
Anche il caso Mills, a suo tempo, mi ricordo, fu abbanstanza emblematico, tutto il mondo ne parlò e in Italia non si disse nulla nemmeno nel telegiornale della sera, cosa che fece indignare anche il NYT!
Se in Italia venisero fuori articoli così "spinti" partirebbe subito il solito discorso sul sesso degli angeli e sull'imparzialità della stampa, che in sostanza vuol dire che non si può parlare del governo, a meno che non ci sia un contradditorio, cosa che ha messo piuttosto in difficoltà Fazio negli ultimi tempi, che s'è trovato a dover spiegare a Gasparri che le interviste one-to-one per loro stessa definizione non possono prevederne uno. In effetti mi sembra già qualcosa che almeno sul Corriere della Sera si sia parlato del fatto che non è normale una situazione come quella italiana, dove il primo ministro detiene il totale controllo dei media. Anche perché negli ultimi tempi come uno prova a dire "conflitto di int..." c'è sempre qualcuno che gli urla in faccia "ancora-con-questa-storia-del-conflitto-di-interessi-non-interessa-più-a-nessuno-gli-italiani-sono-preoccupati-che-non-arrivano-a-fine-mese e bla bla."
Beh, è vero! Tutti noi siamo coll'acqua alla gola, i consumi si contraggono sempre di più e la vita è difficile, ma credo che se gli italiani sapessero che ora il loro paese è catalogato come a "parziale libertà di stampa" forse inizierebbero a porsi qualche domanda in più. La speranza è l'ultima a morire...

foto di just.Luc - licenza

venerdì 1 maggio 2009

Pisa ai pisani


Ah, che belle notizie che si apprendono la mattina leggendo il giornale: Soldi ai rom per lasciare Pisa. Già proprio così!
Ora, mi chiedo come un pisano possa difendersi quando un livornese lo apostrofa!
In effetti non sono imparziale: io li odio i pisani, sono della gente meschina, che sventola la propria bandiera ovunque e lascia le case marcire nel proprio centro storico, che tanto ci abitano gli studenti e pagano pure 1500€ un appartamento pidocchioso; che si accontentano di una vita cittadina limitata a San Ranieri e riescono a litigare pure per quello.
Già l'anno scorso ho assistito ad una fantastica manifestazione dal nome "Pisa ai pisani!", contro la decisione del comune di dare delle case popolari a delle famiglie rom, ovvero hanno dato delle case a della gente che aveva cittadinanza italiana, residenza pisana, lavoro regolare e tasse pagate in Italia. E siccome repetita iuvant ricordo a tutti che i rom sono un'etnia, e che l'appartenenza ad un'etnia non inficia il diritto ad avere una cittadinanza, anche i curdi sono un'etnia e non mi sembra che non li si ritenga iraniani, iracheni o francesi a seconda di dove diavolo abitini. Per cui i rom non sono necessariamente rumeni perché è simile la parola, e anzi, bada te, la stragrande maggioranza dei rom che si trovano in Italia sono italiani.
Fatta questa considerazione mi chiedo quale neurone sia andato in sovraccarico al comune pisano, perché se anche tutti i rom di cui sia parla siano rumeni, sono cittadini comunitari e avranno tutto il diritto di tornare qui anche la mattina dopo, e anche se torneranno tra un anno che cosa avremo risolto? Non dovremmo operare una politica di integrazione anziché far scappare la gente "degna di fiducia" dal nostro paese? Oltre ad essere una cosa non etica è anche uno spreco di soldi, perché questi non ritorneranno nel nostro paese e nella nostra economia, come invece avrebbero fatto se si permettesse a questa gente di avere una vita di dignità. Se io fossi una zingara in Italia, anche una zingara italiana, nata e cresciuta qui scapperei a gambe levate, anche in Romania, ovunque. Qualcuno potrebbe obbiettare che la richiesta è partita proprio da alcuni rom. Questo dovrebbe farci riflettere sulla loro qualità della vita, se sono disposti a tornare nel paese da cui sono scappati, o peggio a lasciare il paese dove sono nati pur di avere una nuova prospettiva.
La situazione dei rom in Italia è drammatica, cogli italiani che gridano "tornatene a casa tua" e loro che lo farebbero pure se avessero un'altra casa, se non fossero nati qui, se ne avessero una dal paese da dove sono fuggiti, pur di cambiare vita. Perché qui i rom rubano i bambini, sono sporchi e delinquenti e che ci frega della loro lingua, della loro cultura e anche della loro vita! Loro qui non ci devono stare, Pisa ai pisani deh!
Dopo aver letto il giornale di stamattina ho capito che l'unica cosa che può fare la città di Pisa e i suoi pisani è vergognarsi, e non tanto per le case pidocchiose, perché si approfittano degli studenti, perché non valorizzano la loro città ad esclusione della torre, perché sono sempre sgarbati come se gli avessi chiesto di tagliarsi un piede, ma perché hanno perso definitivamente l'umanità, in barba a quello che ci dice Gesù in Mt 25,40: "In verità vi dico tutto quello che avete fatto ai più piccoli di questi miei fratelli lo avete fatto a me"

foto di Trent Strohm - licenza