venerdì 8 maggio 2009

Nucleache?


Nucleare, nucleare, nucleare! Sembra urlare la folla di italiani inferocita con i loro genitori, o peggio con loro stessi, quando nel lontano 1987 hanno votato contro l'energia atomica. O almeno mi sembrava così, invece leggendo Repubblica ho appreso da un fantastico rapporto Eurispes che il 45,5% degli abitanti dello stivale è contrario alle centrali nucleari, chi perché si chiede (e dagli torto) "non riusciamo a smaltire la mondezza e dobbiamo smaltire le scorie radioattive?", chi perché si preoccupa dei rischi legati a tale scelta, che effettivamente ha delle motivazioni deboli, perché se esplode una centrale nucleare francese ne subiremmo anche noi le conseguenze e chi infine afferma che 20 anni per costruirla e 10 per portarla a regime forse un po' tantini per risolvere i nostri attuali problemi energetici. Favorevoli sono il 30,5%, 38,7% se le centrali non si fanno a casa loro (tutti buoni così).
Ma cosa abbiamo appreso in un anno che si parla di ritorno al nucleare?
L'anno scorso quando Casini iniziò a tirare fuori questa storia del nucleare, ci fu un certo Carlo Rubbia, che non è propriamente l'ultimo cretino su questa terra, che ci avvertiva del fatto che per avere una produzione di energia al 20% derivante dal nucleare come in Germania, avremmo dovuto costruire una ventina di centrali, quindi una centrale in ogni regione, o quasi. Uhm, già inizia a diventare problematica la faccenda...
Come se ciò non bastasse ci vuole tempo a costruirle, farle funzionare e farle entrare a regime, più o meno 25 anni. In un momento in cui la gente pensa non al domani, ma alla prossima mezzora (e secondo me è sbagliato!) un investimento statale, perché non esisterà nessuna impresa al mondo che vorrà finanziare un investimento con tempo di recupero dei crediti così lungo, è veramente poco fattibile, cioè si può anche fare ma non è la più conveniente delle scelte al momento.
E le scorie? Dove le mettiamo le scorie? Non possiamo mica bruciarle nell'inceneritore di Acerra. Gli americani ci hanno avvertito che persino loro hanno problemi allo smaltimento di prodotti che si denuclearizzano in diecimila anni, e la cosa migliore che sono riusciti a fare è stoccarle in luoghi isolati e disabitati, pregando Dio che non succeda nulla. Noi non abbiamo spazi disabitati o montagne dove possiamo stoccare questi rifiuti e in più abbiamo il problema della mafia, che se riesce a fare i soldi coll'immondizia comune non oso immaginare cosa ne può cavare fuori dalle scorie radioattive.
Questa storia del nucleare pare sempre più una boiata, ma andiamo avanti.
In effetti tutti questi problemi si presentano solo dopo che abbiamo costruito la nostra bella centrale nucleare, per cui per prima cosa dobbiamo posare la prima pietra: ok, ma dove? Vediamo, ci serve un territorio che non sia densamente popolato, che sia a basso rischio sismico, che non sia soggetto a frane o alluvioni e dove possibilmente ci sia molta disponibilità idrica: la Sardegna sembra perfetta! Abbiamo pure le miniere dell'iglesiente dove buttare le scorie! Peccato il fatto che la Sardegna sia un'isola, e dimenticandoci che Cappellacci ha vinto grazie al partito sardo d'azione, che farà cadere la giunta in caso si osi anche solo pensare di costruire centrali nucleari, come isola ha dei seri problemi di trasporto dell'energia a meno che non si parli di Giappone o Australia. Infatti l'energia nelle isole molto distanti si porta con dei cavi sottomarini che hanno diverse problematiche come perdite di energia attraverso l'isolante o per effetto joule, problematiche di natura tecnologica, di corrosione elettromagnetica e di disturbo alle bussole delle navi.
Ultima piccola considerazione: da dove prendiamo il materiale fissile? Perché in Italia non ce n'è, e comunque non è che si estrae pronto per l'uso. Quindi dovremmo, o trovare una miniera di Uranio e costruire un'impianto di raffinazione, oppure comprarlo già raffinato da qualcun'altro, ma a questo punto non è più conveniente comprare direttamente l'energia? Ah, il materiale fissile non è rinnovabile, prima o poi finirà anche quello, e non credo che le altre nazioni che già lo utilizzano ce ne lascino un po' per quando noi avremo finito di costruire tutto!
Ora, alla luce di tutto questo, non è meglio un bel fotovoltaico massicciamente sviluppato? Abbiamo tanto sole, che è una fonte rinnovabile, sfruttabile con bassissimo impatto ambientale e con elevati rendimenti e andiamo a cercare l'energia nucleare!
Purtroppo dobbiamo prendere atto che il treno per il nucleare in Italia è passato, e corrergli dietro è solo un inutile spreco di soldi.

Foto di Marco Beltrametti - licenza

7 commenti:

Francesco Contini ha detto...

Pare che l'Italia sarà il primo paese al mondo a raggiungere la parity grid del fotovoltaico, battendo Giappone e California

Anja ha detto...

Ecco qui il mio nunzio di buone novelle :)

Cindry ha detto...

Quando si parla di nucleare mi vengono i brividi. Non solo non mi fido delle centrali, sopratutto non mi fido di chi le deve fare e controllare. Spero con tutte le forze che si cambi rotta.

Anja ha detto...

@Cindry
Credo che queste centrali saranno un po' come il ponte di Messina, un progetto in cui buttare tanti tanti soldi e che non si realizzerà mai...
Comunque sì, hai ragione, non è che i promotori del nucleare sia gente tanto affidabile

pino ha detto...

Che altro aggiungere?...nulla in pratica hai detto tutto... io penso che la mafia si sta già leccando i baffi...Trattare scorie radioattive equivale ad un giro di soldi spaventoso!!!

giardigno65 ha detto...

che palle sto' nucleare ! mancano i soldi per tutto (ultimo la benzina per le volanti della polizia), ma non mancano per centrali e ponte sullo stretto.
Voglio le auto dei Flinstones !

zucca e rosmarino ha detto...

Che meraviglia questo post, arrivo un po' in ritardo ma volevo leggerlo con attenzione...mi hai dato anche uno spunto...
Concordo con Cindry e chiaramente ho gli stessi timori di Pino...