venerdì 1 maggio 2009

Pisa ai pisani


Ah, che belle notizie che si apprendono la mattina leggendo il giornale: Soldi ai rom per lasciare Pisa. Già proprio così!
Ora, mi chiedo come un pisano possa difendersi quando un livornese lo apostrofa!
In effetti non sono imparziale: io li odio i pisani, sono della gente meschina, che sventola la propria bandiera ovunque e lascia le case marcire nel proprio centro storico, che tanto ci abitano gli studenti e pagano pure 1500€ un appartamento pidocchioso; che si accontentano di una vita cittadina limitata a San Ranieri e riescono a litigare pure per quello.
Già l'anno scorso ho assistito ad una fantastica manifestazione dal nome "Pisa ai pisani!", contro la decisione del comune di dare delle case popolari a delle famiglie rom, ovvero hanno dato delle case a della gente che aveva cittadinanza italiana, residenza pisana, lavoro regolare e tasse pagate in Italia. E siccome repetita iuvant ricordo a tutti che i rom sono un'etnia, e che l'appartenenza ad un'etnia non inficia il diritto ad avere una cittadinanza, anche i curdi sono un'etnia e non mi sembra che non li si ritenga iraniani, iracheni o francesi a seconda di dove diavolo abitini. Per cui i rom non sono necessariamente rumeni perché è simile la parola, e anzi, bada te, la stragrande maggioranza dei rom che si trovano in Italia sono italiani.
Fatta questa considerazione mi chiedo quale neurone sia andato in sovraccarico al comune pisano, perché se anche tutti i rom di cui sia parla siano rumeni, sono cittadini comunitari e avranno tutto il diritto di tornare qui anche la mattina dopo, e anche se torneranno tra un anno che cosa avremo risolto? Non dovremmo operare una politica di integrazione anziché far scappare la gente "degna di fiducia" dal nostro paese? Oltre ad essere una cosa non etica è anche uno spreco di soldi, perché questi non ritorneranno nel nostro paese e nella nostra economia, come invece avrebbero fatto se si permettesse a questa gente di avere una vita di dignità. Se io fossi una zingara in Italia, anche una zingara italiana, nata e cresciuta qui scapperei a gambe levate, anche in Romania, ovunque. Qualcuno potrebbe obbiettare che la richiesta è partita proprio da alcuni rom. Questo dovrebbe farci riflettere sulla loro qualità della vita, se sono disposti a tornare nel paese da cui sono scappati, o peggio a lasciare il paese dove sono nati pur di avere una nuova prospettiva.
La situazione dei rom in Italia è drammatica, cogli italiani che gridano "tornatene a casa tua" e loro che lo farebbero pure se avessero un'altra casa, se non fossero nati qui, se ne avessero una dal paese da dove sono fuggiti, pur di cambiare vita. Perché qui i rom rubano i bambini, sono sporchi e delinquenti e che ci frega della loro lingua, della loro cultura e anche della loro vita! Loro qui non ci devono stare, Pisa ai pisani deh!
Dopo aver letto il giornale di stamattina ho capito che l'unica cosa che può fare la città di Pisa e i suoi pisani è vergognarsi, e non tanto per le case pidocchiose, perché si approfittano degli studenti, perché non valorizzano la loro città ad esclusione della torre, perché sono sempre sgarbati come se gli avessi chiesto di tagliarsi un piede, ma perché hanno perso definitivamente l'umanità, in barba a quello che ci dice Gesù in Mt 25,40: "In verità vi dico tutto quello che avete fatto ai più piccoli di questi miei fratelli lo avete fatto a me"

foto di Trent Strohm - licenza

4 commenti:

Pro-Abruzzo ha detto...

ciao pisana quasi abruzzese....un saluto
Pisa ai pisani....
roma ai romani..
l'aquila agli aquilani
l'italia a uno solo però:S

Pro-Abruzzo ha detto...

anzi sarda.pisana,abruzzese?
mamma mia!

Anja ha detto...

Pisana no ti prego! la prossima volta non vi pubblico il commento :P Però quasi abbruzzese scì dai :)

Anonimo ha detto...

volevo commentare il post su pisa e i pisani. Voglio fare una considerazione che nei posti dove la ricchezza è portata da altri, questi altri vengono sempre disprezzati. Un esempio tipico è proprio quello di Pisa. Pisa senza studenti e Giapponesi sarebbe una città vuota e ristagnante. La sua economia non girerebbe per nulla però non poche volte le mie orecchie, inorridite, non hanno potuto far a meno di sentire discorsi come: "questi studenti chi si credono di essere", "se gli studenti non ci fossero...", "gli studenti sono degli strafottenti..." e vogliamo considerare il trattamento che hanno i turisti? che per andare al bagno in piazza dei miracoli devono pagare.... Se uno studente vuole comprare qlk in un negozio viene bistrattatto come se lo studente in se pagasse con i soldi del monopoli o con soldi che valgono meno... che se uno studente un minimo informato su contratti e locazioni non può far a meno di ingoiare un rospo ingiusto perché se no si deve accontentare dei ponti. Questo trattamento avviene in tutte le città dove a portare soldi non sono i cittadini stessi ma, altri. Un altro esempio (includendo nell' esempio pisano tutte le città universitarie... dove immagino l'andazzo sia lo stesso)è La Spezia.. non solo cittadina caratteristica per il suo lungomare e cinque terre ma anche per l'arsenale domenico chiodo. Molti si lamentano che se non ci fosse l'arsenale sarebbe meglio per gli spezzini ma ancora una volta gli spezzini con la loro ristrettezza mentale non capiscono che il progetto di Domenico Chiodo al tempo era un progetto ambizioso che fondamentalmente ha portato soldi e in un certo senso prestigio a la spezia. Penso che se l'arsenale chiudesse molti posti di lavoro occupati dagli spezzini stessi non ci sarebbero e considerando che la percentuale dei lavoratori all'interno dell'arsenale e di molto maggiore rispetto ai dipendenti statali direi che molta gente si troverebbe davvero sotto i ponti. Questa idea ricorrente che coloro che sono quelli che fanno realmente girare l'economia di una città vengano demonizzati come coloro che fanno danni è un' idea di per se stupida e veramente inutile per il progresso di una qualsiasi città che incrementa la proria ricchezza grazie a questi "altri". Voglio concludere dicendo che sarebbe meglio lasciare Pisa ai pisani e non gli rimarrebbe altro che andare in piazza a chiedere un miracolo e a contemplare la torre come un obelisco dato che Pisa sola con i pisani si potrebbe paragonare come una pozza d'acqua palustre...