giovedì 8 luglio 2010

La cicala e la formica

Vivo alla periferia di Pisa, una periferia cementificata, dove gli alberi non sono che un vago e sbiadito ricordo, eppure ho le ovaie sfrantumate dal frinire di ripugnanti e immonde creature chiamate Cicale.

Sono andata a cercare la foto della cicala su wikipedia, perché in testa avevo solo la rappresentazione favolistica, ovvero quella di una sorta di simpatica cavalletta cialtrona, e mi è tornato in mente un simpatico aneddoto.

Alle elementari la maestra di religione ci fece vedere una videocassetta de "la cicala e della formica". Me lo ricordo come se fosse ieri, mi sembrò oltremodo sbagliato, cristianamente parlando, che quella stronza di formica facesse morire una cicala affamata e infreddolita, e questo diede luogo a uno dei miei primi diverbi a scuola.

"Maestra Pincopallina?"
"Sì, dimmi."
"La formica ha fatto morire la cicala, quindi Dio la manderà all'inferno?"
"No cara, è stata la cicala ed essere cattiva, perché non ha lavorato d'estate e ora voleva mangiare il cibo della formica."
"Ma la formica ne aveva tanto..."
"Ma era il suo, lo aveva raccolto col suo lavoro, non era giusto che lo avesse la cicala."
"Quindi è sbagliato dare il cibo ai poveri?"
"Mannò! Che c'entra, è diverso!"
"Perché? I poveri non lavorano e chiedono da mangiare alla chiesa."
"Sì ma i poveri sono anche loro figli di Dio"
"E le cicale?"
"No, le cicale no, sono animali"
"quindi gli animali li ha fatti il diavolo?"
"Ora basta, se non la smetti domani ti faccio venire accompagnata da tua madre, anzi da tuo padre."
"Tanto mio padre è meno severo di mia madre."
"VAI FUORI!"

Oggi sono convinta che oltre ad essere una bambina odiosa, se all'epoca mi avessero fatto vedere la cicala come realmente è non avrei fatto tante storie, anzi, forse avrei pure tifato per la crudele formica.
Ma poi pure la cicala in effetti era cretina, grossa com'è si fa dire di no da una formica? Mah...

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